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QUESTIONARI VERIFICA POF A.S. 2018/19

Questionari infanzia

Questionari primaria

Questionari secondaria

Messaggio di fine anno del Presidente del Consiglio d’Istituto

Messaggio fine AS 2018-2019

Scuola Primaria – orario 7 giugno 2019

IL CANE E IL CAVALLO: amici a quattro… zampe o gambe?

Gli alunni delle classi seconde della Scuola primaria del plesso di Lanzo hanno sperimentato, in momenti diversi nel mese di marzo, l’avvicinamento a due animali: il cane e il cavallo.
Entrambe le esperienze sono risultate accattivanti e coinvolgenti, favorendo anche il superamento di iniziali timori espressi da alcuni bambini.
Le attività svolte hanno permesso di approfondire le conoscenze scientifiche dei bambini, grazie anche agli interventi degli esperti, e di curare la parte emotivo-relazionale, estremamente significativa per gli alunni.
Si ringrazia “l’Associazione Diana” ed il maneggio “La Magnolia” di Collegno.

   

 

 

 

 

LA SCUOLA PRIMARIA DI GERMAGNANO A LEZIONE DI SCI DI FONDO A USSEGLIO

Nonostante   l’inverno   avaro   di   neve,   la   Scuola   Primaria   di   Germagnano   anche   quest’anno   è   riuscita   ad
effettuare due magnifiche giornate di sport a Usseglio per praticare lo sci di fondo.
Lunedì 18 febbraio è toccato ai più piccoli delle classi 1° e 2°  e mercoledì 20 febbraio agli alunni di 3°, 4° e
5°. Per tutti sono state giornate di grande divertimento: grazie alle lezioni pratiche con i Maestri di Sci di
Fondo,   gli   alunni   hanno   imparato   velocemente   a   destreggiarsi   con   gli   sci   “stretti”,   approfondendo   e
migliorando quanto appreso gli anni passati; hanno inoltre acquisito nozioni sull’ambiente alpino e le sue
caratteristiche, la flora e la fauna. Per tutti è stata una bellissima esperienza a contatto con la natura e la
montagna.  Sole  caldo, cielo  terso,  neve, sci, giochi,  Maestri competenti  e  super simpatici sono stati  gli
ingredienti meravigliosi di queste due uscite didattico/sportive davvero molto ben riuscite ed apprezzate da
tutti gli alunni.

CELEBRAZIONE 4 NOVEMBRE

4 novembre 2018: centenario della fine della Prima Guerra Mondiale, un anniversario importante ricordato anche dagli allievi della scuola secondaria di 1^grado di Lanzo. Infatti gli alunni Sara C., Nicolò G., Samuele A., Federico R.F., Lia G., Francesco R., Akrame S. (classe 2^B), Luca V.L. (classe 2^C), Carolina B., Elisa T., Vanessa B. (classe 3^A), Hiba E.S., Elisa P. (classe 3^B) hanno partecipato alla cerimonia commemorativa leggendo alcune riflessioni da essi elaborate durante le ore di lezione e i nomi dei cinquantadue caduti lanzesi il cui elenco è stato gentilmente fornito dal prof. Mimmo Antonietti, esponente del Centro di Documentazione di storia contemporanea e della Resistenza nelle Valli di Lanzo “Nicola Grosa”.

Qui di seguito viene riportato il testo realizzato e letto dagli allievi.

                   Tutti dovremmo vivere in pace, tutti dovremmo gioire, riposare, sognare. Tutti dovremmo avere un colore e INSIEME dipingere, come dice Tali Sorek, la pace. Nessuno dovrebbe avere il rosso per il sangue dei  feriti, il nero per il pianto degli orfani e il bianco per i morti. Dovremmo avere il verde per la speranza, il celeste per il cielo limpido, il rosa per l’ottimismo.

                        La pace unisce, la guerra separa. Caro uomo, pensaci, pensa alle conseguenze della guerra e agli effetti della pace. Pensaci. Non è difficile capire quale sia la scelta giusta da fare.

La guerra è un grandissimo errore che porta con sé solo distruzione e dolore, strappando alle persone il sacro diritto di vivere serenamente. Non limitiamoci, però, solo a parlare e a pensare, proviamo ad agire. Quale  può essere un gesto di pace?

Aiutare una persona in difficoltà, non avere paura di chi, per qualche motivo, è diverso da noi, ascoltare le opinioni altrui. Non ci vuole tanto. La pace è fatta di gesti molto semplici che tutti, e lo ripeto TUTTI, possono compiere. “Cercate di lasciare questo mondo migliore di come l’avete trovato”, così diceva Robert Baden-Powell. Proviamoci, non ci vuole tanto.

                        E’ vero, non ci vuole tanto. Ci vogliono solo umiltà e buona volontà che devono sconfiggere l’indifferenza, quell’indifferenza che, spesso, cancella la memoria.

                   La memoria è importante. Grazie ad essa dovremmo ricordare gli errori del passato ed evitarli. Proviamoci, non è difficile.

Sul nostro libro di storia, nella parte conclusiva del capitolo dedicato alla prima guerra mondiale,  c’è un paragrafo dedicato ai “numeri” della guerra: 9 milioni di morti sui campi di battaglia, altri 5 milioni tra la popolazione civile.  Numeri impressionanti, numeri…ma una persona non è un numero.

                   C’è stata un’epoca e c’è stato un luogo in cui le persone venivano chiamate con un numero, non con il nome. Il nome è importante, il nome è l’identità di una persona e ogni persona ha la sua storia, la sua vita, fatta di gioie e di dolori, di famiglia e di amici, di risate e pianti.

In quei 9 milioni di morti sui campi di battaglia c’erano anche dei Lanzesi e noi oggi li vogliamo ricordare pronunciando il loro nome, cognome e grado militare.

Noi leggiamo, voi ascoltate e insieme ricordiamo e rispettiamo.

Almeno proviamoci.

Incontro con Chiara Carminati.

“Chiara e le tre S”: potrebbe essere questo il titolo dell’incontro con l’autore a cui le classi seconde e terze della scuola secondaria di 1^ grado “Giovanni Cena” hanno partecipato lo scorso 24 ottobre. Chiara è Chiara Carminati, scrittrice udinese, autrice del libro “Diario in corsa” letto dalle classi nei mesi precedenti, e le tre S indicano gli aggettivi con cui l’hanno definita gli allievi: simpatica, solare, spontanea.

La scrittrice non solo ha risposto in modo dettagliato alle domande che le venivano rivolte, ma ha anche interagito con gli studenti, i quali sono stati sia spettatori che protagonisti dell’incontro che ha avuto, per tutta la sua durata, un ritmo coinvolgente.

Gli alunni hanno particolarmente apprezzato la spiegazione della scelta di ambientare la storia del libro all’interno di un pullman scolastico: per l’autrice il pulmino è sempre stato un mondo magico, un piccolo universo chiuso dove poter chiacchierare, giocare, ripassare le lezioni e, magari, finire qualche compito. Un mondo magico pieno di fascino che lei, da ragazzina, non ha potuto sperimentare, in quanto, abitando vicino a scuola, non ha potuto utilizzare questo mezzo di trasporto.

L’autrice ha condiviso con gli alunni la passione per alcuni generi letterari (l’horror e il giallo, che hanno acceso il suo entusiasmo adolescenziale, e la poesia che l’ha lentamente conquistata), la simpatia per alcuni personaggi di “Diario in corsa” (come Catena che assomiglia a un ragazzo per il quale la scrittrice, da giovanissima, aveva una “cotta”), e il “mistero” intorno alla protagonista, la quale non viene indicata con alcun nome. Chiara Carminati ha spiegato che questa “dimenticanza” è stata voluta: desiderava che fosse il lettore a decidere il nome più appropriato per la ragazzina in modo da sentirsi a proprio agio con lei.

Infine, l’autrice ha sapientemente stimolato la curiosità degli allievi citando altri suoi libri: Fuori fuoco, L’estate dei segreti, La signora degli abissi.

Non c’è che dire: Chiara Carminati ha fatto centro, attirando l’attenzione di un pubblico non sempre facile, come quello dei dodicenni-tredicenni.

Quindi, alle tre S iniziali, aggiungiamo una B: brava, anzi bravissima.

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